L’agonia della civiltà

Come evitare il declino della nostra civiltà? Quando l’uomo delega le sue funzioni più evolute a protesi digitali, innescando una regressione da “sapiens sapiens” a “stupidus stupidus”, la sua mente perde progressivamente razionalità e affettività. Muore l’etica, muoiono gli dèi, sostituiti dal denaro e dal successo. Distruttività e caduta dei princìpi alla base del vivere sociale fanno sì che oggi il tratto distintivo di Homo sia l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia attoniti, sbalorditi vedere un singolo uomo assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera. Come invertire la rotta? Occorre riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità.



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Vittorino Andreoli

Psichiatra e scrittore

Vittorino Andreoli

Psichiatra di fama internazionale, è stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave ed è membro della New York Academy of Sciences. Collabora con la rivista “Mente e Cervello” e ha realizzato programmi dedicati agli adolescenti, alle persone anziane e alle famiglie. Tra i suoi libri, “Ma siamo matti“ (Bur, 2015), “La gioia di vivere” (Bur, 2016), “La nuova disciplina del bendessere” (Marsilio, 2016), “Il silenzio delle pietre” (Rizzoli, 2018), “Homo stupidus stupidus” (Rizzoli, 2018).