I VACCINI: QUESTION TIME

Il giovedì dei GiovedìScienza

6 settembre 2018




E’ il momento di porsi delle domande.

Se Albert Bruce Sabin non avesse mutato interesse nello studio, continuando a preferire l’odontoiatria anziché infervorarsi di microbiologia, non avremmo avuto il suo vaccino anti-polio.
Dal 1959 al 1961 furono vaccinati milioni di bambini dei paesi dell'Est, dell'Asia e dell'Europa: il vaccino anti-polio di Sabin fu autorizzato in Italia nel 1963, reso obbligatorio nel 1966, favorendo così la scomparsa della malattia dal paese. Con la zolletta di zucchero inzuppata di vaccino Sabin si vaccinarono centinaia di milioni di bambini in tutto il mondo.
Il poliovirus, agente eziologico della poliomielite, causava principalmente paralisi, anche a livello dei muscoli respiratori, obbligando chi ne era affetto in modo grave a vivere all’interno di un polmone d’acciaio.

Se Edward Jenner, medico di campagna di Berkeley, in Inghilterra, non avesse avuto il coraggio di tentare alcuni esperimenti sul vaiolo, oggi, forse, sarebbe andata diversamente. Era il 1796 e cominciava così la guerra al vaiolo che avrebbe avuto termine soltanto nel 1980. Nell’Italia post-risorgimentale, la vaccinazione antivaiolosa divenne obbligatoria nel 1888. Al 1977 risale l'ultimo caso accertato di vaiolo in Somalia. Dal momento che nei due anni successivi non si ebbero nuovi casi della malattia, nel maggio 1979 l’OMS decretò eradicato il vaiolo dalla Terra. La vaccinazione antivaiolosa non viene più effettuata da allora.
Il virus Variola, agente eziologico del vaiolo, causava principalmente rush cutanei estesissimi con lesioni cutanee profonde, a volte emorragiche.  

E veniamo ad oggi.  
Mettiamo che tuo figlio, dopo sintomi incerti, abbia diagnosi di malattia grave. Mettiamo una leucemia. E che lo specialista di turno faccia un discorso franco. “Signori, non conviene. La malattia è grave, pochissime sono le probabilità di remissione completa, importanti gli effetti collaterali delle terapie, per altro costosissime”. Tuo figlio è vivace ed intelligente. Mettiamo abbia poco più di dieci anni. “Signori, non vale la pena rischiare” continua l’ematologo. La tua reazione sarebbe, giustamente, di sdegno. Anche se sei un no-vax convinto. Perché se si ammala, pensi, vuoi avere il diritto di curarlo. Eppure un vaccino, che può prevenire una malattia grave quanto una leucemia, costa pochissimo, ha probabilità molto alte di riuscita ed effetti collaterali risibili rispetto a quelli di un qualsiasi antineoplastico.
Di fronte ad un vaccino dobbiamo porci come ci poniamo di fronte ad un intervento medico di qualsiasi tipo, analizzandolo da un punto di vista rischio-beneficio.
Se ragioniamo sulla base dei dati i vaccini sono l’intervento medico più sicuro a nostra disposizione, dove i benefici sono ampiamente superiori ai rischi.        

Di vaccini con Alberto Mantovani si parlerà nell’edizione 2018-2019 delle conferenze di GiovedìScienza. Ma cercheremo di farlo senza dare adito a sterili polemiche. L’appuntamento, gratuito, è come sempre al teatro Colosseo.


Da GiovedìScienza Story

ALBERTO MANTOVANI: UNO SCUDO PER LA SALUTE

GiovedìScienza 30ª Edizione - 25 febbraio 2016




Leggi la scheda della conferenza di GiovedìScienza: Uno scudo per la salute

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Cos'è il giovedì dei GiovedìScienza? Leggi l'articolo di presentazione


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