INFORMATICA, INTERNET E INFORMAZIONE

Il giovedì dei GiovedìScienza

23 agosto 2018




Risuona il caratteristico accento anglo-piemontese della voce di Tullio Regge nel parco della Pellerina. È la sera di martedì 23 luglio 1984. Sul tavolo un computer Olivetti M20 con cui Regge illustra, proiettandole su un grande schermo, le prime applicazioni dell’informatica. La simulazione del moto dei pianeti e l’evoluzione delle galassie, lo studio degli spazi virtuali nelle forme geometriche più comuni, come un quadrato e un rettangolo. Protagonisti il silenzio attento del pubblico e i movimenti lenti del sistema operativo MS-DOS, una lettera dopo l’altra, con la schermata che scivola giù dall’alto.
Quanto è cambiata l’informatica negli ultimi trent’anni? Quanto hanno cambiato la nostra vita i progressi sempre più rapidi dei computer?
Nel 1984 pochissimi avevano un pc a casa. Chi lo possedeva poteva elaborare testi, programmare, talvolta giocare. Oggi una valanga di messaggi informatici attraversa il pianeta ogni secondo: si comunica contemporaneamente da ogni angolo del mondo con una grande varietà di dispositivi.
Le “communities” sono la base delle nostre giornate, perno del nostro impegno lavorativo. Ed è sul gradimento da parte delle “comunità virtuali” che oggi si misurano i risultati di molte attività. Non soltanto per uffici stampa, riviste on line, agenzie di servizi e uffici. Ogni ente, pubblico o privato, ha un proprio sito internet di riferimento: su di esso si gioca la reputazione, talvolta da esso dipendono le commesse.
Eppure le prime capacità di calcolo affondano le radici nel passato remoto. La rete e i pc appartengono al secolo scorso, ma il guizzo della matematica e dell’archiviazione dei dati è ben più antico. Dalle ossa di babbuino su cui si incidevano le tacche per tener di conto, all’astrolabio medioevale, all’abaco, usato a lungo attraverso i secoli. Per arrivare alle prime macchine calcolatrici del tardo Seicento, alle schede perforate di due secoli dopo.
I computer come li intendiamo noi oggi risalgono alla guerra, inventati per decrittare i codici dei nazisti. Il primo computer da tavolo è invece del 1964, ed è tutto italiano: la Olivetti “Programma 101”. Faccenda americana è la nascita di internet, alla fine degli anni ‘60. L’esigenza era mettere in comunicazione due computer, che presto diventarono molti di più. Ma solo con l’invenzione del World Wide Web di Tim Berners Lee, al Cern di Ginevra, la rete è diventata davvero mondiale e aperta. Oggi gli utenti di internet sono più di quattro miliardi. Tre di questi sono attivi sui social media. Condividono informazioni, rilanciano notizie e scambiano opinioni.
Ciò induce a una riflessione conclusiva. Da quante informazioni, magari inutili e spesso non richieste, veniamo inondati quotidianamente attraverso smartphone e pc? Come distinguere le notizie vere da quelle false, parziali o distorte? Bufale e notizie inventate nascono molto prima di internet, ma con la rete trovano ampia diffusione: la stessa rete può aiutarci ad affrontare il problema? Informatica e telecomunicazioni sono nate per semplificarci la vita e non per complicarla.

Di internet e informazione si parlerà nell’edizione 2018-2019 delle conferenze di GiovedìScienza. Ma cercheremo di farlo da punti di vista insoliti. L’appuntamento, gratuito, è come sempre al teatro Colosseo.



Da Speciale GiovedìScienza Story

TULLIO REGGE: LA SCIENZA AL CALCOLATORE

LA SCIENZA NEL PARCO - 23 luglio 1984




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