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Teatro Colosseo
GIOVEDÌ 12 GENNAIO 2017
ore 17,45


COME PARLEREMO NEL 2050
Tra nuove tecnologie, migrazioni, demografia e contaminazioni

Claudio Marazzini
Presidente dell'Accademia della Crusca e professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale




Le lingue parlate sono creature vive, che ogni giorno si plasmano e rinnovano con l’evolversi del costume, della letteratura, della tecnologia e delle relazioni tra popoli con lingue diverse. La misura stessa della vitalità di una lingua sta nella sua capacità di assorbire parole straniere, magari adattandole, e neologismi introdotti dalle innovazioni tecniche e scientifiche. Il periodo che stiamo vivendo però porta dei cambiamenti più veloci che mai. La diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione e delle applicazioni social di Internet, i grandi flussi migratori che caratterizzeranno tutto questo secolo, i nuovi comportamenti, le tendenze demografiche che vedono il declino numerico degli italiani e l’aumento schiacciante dei cinesi, degli indiani e delle popolazioni arabe, l’affermarsi di un basic english d’uso comune, stanno modificando profondamente la lingua del nostro paese. Non si tratta di conservare a tutti i costi le parole che secoli di letteratura ci hanno tramandato ma di interpretare il nuovo corso e orientare in modo culturalmente consapevole la formazione della lingua italiana che si parlerà nei prossimi decenni.


Claudio Marazzini
Presidente dell’Accademia della Crusca e professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale

Nato nel 1949, prima di diventare professore ordinario all’Università del Piemonte Orientale, ha insegnato nelle università di Macerata (1988-1993) e Udine (1994-1997), oltre a tenere corsi di linguistica all’estero (Università di Losanna). Poco dopo aver assunto la presidenza dell’Accademia della Crusca, la più prestigiosa autorità linguistica del nostro paese, è diventato noto al grande pubblico per aver apprezzato la parola “petaloso” coniata da un bambino delle scuole primarie. Autore di libri e saggi di linguistica dedicati a Faldella e a Manzoni, nel tempo libero è un appassionato astrofilo.

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