Cancro: le nuove armi

La chemioterapia anti-tumorale ha ottenuto negli ultimi anni buoni successi in alcuni casi e meno evidenti in altri. Con la tecnica della chemiosensibilità in vitro è possibile selezionare i pazienti ricettivi da quelli resistenti alla terapia.

I limiti alla qualità di farmaci che si possono somministrare sono determinati dagli effetti tossici (nausea, anemia, danni epatici). Se si potesse aumentare le dosi, si otterrebbero più guarigioni. Attualmente invece di somministrare dosi uniche endovena, con siringa, si possono diluire le dosi in più giorni o settimane facendo defluire i farmaci a goccia più lenta, programmata da un piccolo computer, inserito in una pompa. Il farmaco così viene sospinto nella vena secondo un programma prestabilito, e dopo la carica del farmaco nel serbatoio della pompa il paziente può tornare a casa. Il sistema portatile ha le dimensioni di una radiolina e pesa 300grammi. Il problema del controllo del dolore è stato posto tra i suoi obiettivi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 90% dei casi, il dolore può essere vinto con una terapia adeguata al suo livello di intensità.


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Cesare Bumma

Primario di Oncologia, Docente alla Scuola di specializzazione in Oncologia Università degli Studi di Torino

Cesare Bumma