Tre secoli di Clima

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Tre secoli di Clima

Giovedì 09 Dicembre 17.45 - Teatro Colosseo

Lo studio della meteorologia ha trovato a Torino un fertile terreno di sviluppo: le prime cronache sulle nevicate sono del 1675, seguono le osservazioni meteorologiche del conte Somis, medico di Corte, e dal 1787 la regolare attività di misura quotidiana della Specola dell'Accademia delle Scienze, poi trasferita nel 1866 a Palazzo Madama. Nel nostro secolo, con lo spostamento delle stazioni meteorologiche presso gli aeroporti, anche l'osservazione del tempo in città ha perso di interesse, ma fortunatamente, pur fra molti cambiamenti di sede, non si è mai arrestata. Dopo molti anni di oblio, oggi tutto questo patrimonio di informazioni è stato recuperato in una serie continua di oltre 80.000 giorni, una delle più lunghe disponibili in Italia. Attraverso la descrizione degli eventi meteorologici, che tanta parte hanno anche oggi nella vita quotidiana della città, si costruisce una banca dati che ha valore sia per la programmazione territoriale ed economica, sia come punto di riferimento per sorvegliare le temute variazioni del clima del futuro.

Luca Mercalli

Direttore della rivista di meteorologia Nimbus, Torino

Giovane climatologo torinese di consolidata esperienza internazionale, dedica la maggior parte della sua attività di ricerca allo studio degli eventi meteorologici italiani passati e presenti e dell'evoluzione dei ghiacciai delle Alpi occidentali. Ha lavorato per otto anni nel servizio agrometeorologico della Regione Piemonte ed attualmente presiede la Società Meteorologica Subalpina, la maggiore associazione italiana del settore, inserita nella European Meteorological Society. E' direttore della rivista di meteorologia "Nimbus", autore di una cinquantina di pubblicazioni scientifiche e di una monografia sulle variazioni del clima piemontese. E' responsabile del prestigioso Osservatorio Meteorologico del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, fondato nel 1865 da padre Francesco Denza. La sua brillante attività di divulgatore di capricci atmosferici vede oltre un centinaio di articoli comparsi su quotidiani e riviste nazionali, nonché altrettante conferenze e interventi televisivi.