Allarme asteroidi

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Allarme asteroidi

Giovedì 13 Gennaio 17.45 - Teatro Colosseo

Circa duemila asteroidi hanno orbite che si avvicinano pericolosamente a quelle della Terra o addirittura la intersecano. I pianetini di questo tipo, nostri potenziali killer, non sono ancora tutti noti: quelli schedati sono meno di un decimo del totale. La ricerca però procede rapidamente su più fronti: scoperta degli asteroidi pericolosi; ricerca e analisi di impatti avvenuti in passato; studio di tecniche per deviare un eventuale pianetino in rotta di collisione con la Terra. A Torino lavora un brillante gruppo di astronomi specializzati nel settore. Questa scuola ha avuto di recente due riconoscimenti: la scala internazionale del rischio da impatto è stata denominata "Scala Torino"; e un pianetino scoperto dall'americano Edward Bowell ha ricevuto il nome di Barolo, dal paese delle Langhe famoso per il suo vino. Zappalà si occupa del progetto "Impact", uno studio sugli asteroidi-killer sostenuto da Regione Piemonte e Alenia. Di Martino è reduce da una spedizione a Tunguska, in Siberia, dove nel 1908 un asteroide si disintegrò nell'atmosfera.

Vincenzo Zappalà

Osservatorio Astronomico di Torino

Si laurea a Torino, presso la facoltà di Matematica, nel 1970. Entra subito a far parte dei ricercatori dell'Osservatorio Astronomico di Torino ed attualmente svolge il ruolo di Astronomo Ordinario. Il suo campo di ricerca è imperniato sullo studio fisico e dinamico del Sistema Solare, con particolare riguardo alla popolazione dei corpi minori. Tra le sue ricerche più significative si ricordano la scoperta della relazione tra periodo rotazionale e diametro dell'oggetto, la formulazione teorica di un metodo per la determinazione degli assi rotazionali degli asteroidi, lo studio dei sistemi binari e doppi, l'analisi dei meccanismi di frammentazione catastrofica, ecc. Più recentemente, ha sviluppato un metodo, considerato come quello "ufficiale" dalla comunità internazionale, per la determinazione delle famiglie asteroidali ed ha partecipato ad un programma su vasta scala che ha portato alla quantificazione nei meccanismi di trasferimento degli asteroidi della fascia principale all'interno dei pianeti terrestri. Ha al suo attivo più di 250 articoli scientifici, pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore, quali Nature, Science, Icarus, Astronomy and Astrophysics, ecc.

Dal 1997 è il Presidente della Commissione di studio dei corpi minori nell'ambito dell'Unione Astronomica Internazionale. L'asteroide 2813 porta il suo nome.