La ricerca è donna

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La ricerca è donna

Laboratori al femminile: frontiere della terapia genica

Giovedì 06 Dicembre 17.16 - Teatro Colosseo

Come in molti altri settori, il numero delle donne che ricoprono posti di primo piano nell'ambito della ricerca scientifica è ancora molto basso. Le donne provenienti da facoltà scientifiche sono in continuo aumento e spesso iniziano l'attività di ricerca, ma con il passare degli anni le troviamo quasi sempre ferme ai livelli più bassi e solo in minima parte conquistano posti dirigenziali. Meno del 10% arriva a dirigere un laboratorio, meno del 5% s'inserisce ai vertici delle industrie farmaceutiche e solo il 25% ricopre un posto di professore di prima fascia all'Università. I motivi di tutto questo sono diversi e vanno affrontati a livelli diversi. Va tuttavia riconosciuto che la conseguenza più chiara è che la nostra società è monca. Il settore femminile, pur coprendo più del 50% della popolazione, non ha rappresentanti là dove "si prendono decisioni" e questo fa pensare che non viviamo in una società di uguali opportunità e nemmeno culturalmente diversificata.


Elena Cattaneo

Si laurea in Farmacia nel 1986 presso l'Università degli Studi di Milano e nel 1992 consegue, presso la stessa Università, il dottorato in Biotecnologie applicate alla farmacologia. 

Dall'88 al '91 lavora all'M.I.T. di Boston dove inizia studi sulle cellule staminali neurali. A Lund, in Svezia, acquisisce esperienze nel campo dei trapianti intracerebrali.

Dal 2001 è professore associato presso la facoltà di Farmacia, all'Università di Milano, dove insegna Biotecnologie Farmacologiche.

Il lavoro del suo gruppo di ricerca è incentrato sulle cellule staminali del cervello e i meccanismi alla base delle malattie neurodegenerative del cervello, tra cui la Corea di Huntington, una malattia ereditaria di esito fatale. Grazie al supporto del Comitato Telethon, le sue ricerche su questa malattia hanno prodotto straordinari risultati, aprendo nuove strade a future terapie basate su farmaci che ripristinino la proteina sana. 

Elisabetta Dejana

Svolge gran parte della sua ricerca all'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri.

Daniela Silvia Pace

Si è laureata in Scienze Biologiche all'Università di Roma e ha trascorso periodi di formazione all'Università delle Hawaii (USA), l'Università del Queensland (Australia) e la Massey University (Nuova Zelanda), per studi comportamentali sui cetacei sia in natura sia in condizioni controllate, collaborando parallelamente con numerose Università italiane. Oggi fa attività didattica e di ricerca presso l'Università di Padova e la Stazione Zoologica "A. Dohrn" di Napoli ed è responsabile degli eventi di informazione scientifica del Comitato Telethon, la fondazione che finanzia la ricerca sulle malattie neuromuscolari e le altre malattie genetiche. Per Telethon si è anche occupata delle attività connesse al processo di revisione dei progetti di ricerca.

Manuela Zaccolo

Laureata all'Università di Torino in Medicina e Chirurgia, ha trascorso il primo periodo di formazione post-laurea (1988-1992) presso il Dipartimento di genetica biologia e chimica medica, lavorando su progetti di immunologia. La sua attività è centrata sulla produzione di anticorpi monoclonali dei topi e sul loro impiego per la caratterizzazione di nuovi antigeni di superficie di cellule ematiche. Ha lavorato al Laboratorio di Biologia Molecolare (LMB) di Cambridge (UK). Dal 1997 lavora a Padova, presso il Dipartimento di Scienze biomediche sperimentali. Qui ha messo a punto una nuova sonda, geneticamente codificata, per misurare le variazioni di adenosina monofosfato ciclico (AMPc) in cellule vive. Nel 2000 ha vinto la "Carriera Dulbecco" del Comitato Telethon, con il livello di "Assistant Telethon Scientist", per un progetto di ricerca finalizzato allo studio di aspetti della fisiologia della cellula cardiaca e le possibili alterazioni che si verificano nello sviluppo di una malattia genetica, la cardiomiopatia ipertrofica.