Il Ponte Sospeso

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Il Ponte Sospeso

Suggestioni e rischi di un'opera imponente

Giovedì 07 Novembre 17.45 - Teatro Colosseo

Il ponte sullo stretto di Messina è senza dubbio suggestivo: sarebbe un gigantesco nastro lungo tre chilometri e mezzo e largo 70 metri lanciato sopra uno dei mari più belli del mondo. Ma i geologi hanno messo in luce come il rischio di costruire il ponte a campata unica più lungo del mondo nella zona a più elevata sismicità del Mediterraneo sia molto serio. A cosa servirebbe un ponte che rimane in piedi dopo un terremoto disastroso? A unire due futuri cimiteri, cioè le macerie di Reggio e Messina? Non sarebbe meglio spendere prima quelli e altri denari nella ristrutturazione di città che hanno appena il 20% delle costruzioni antisismico? E nel miglioramento delle ferrovie e dei traghetti? Altro problema: il ponte richiede piloni alti come la Tour Eiffel, la rimozione di miliardi di metri cubi di materiale, lo stesso approvvigionamento idrico per la costruzione sarebbe arduo in un'isola dove, durante la stagione estiva, decine di paesi non riescono nemmeno a dissetarsi. In più, dal punto di vista geologico, va ricordato che le due coste si allontanano di un centimetro all'anno e variano anche in altezza. Proviamo a valutare i pro e i contro di questa.

Mario Tozzi

Mario Tozzi

Geologo CNR e divulgatore scientifico

Geologo e Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si occupa dell'evoluzione geologica del Mediterraneo e studia le deformazioni delle rocce per ricostruirne la storia nel passato più lontano. Ha firmato oltre 50 pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e internazionali, guide geologiche e dispense per i corsi universitari. Insegna alle Università di Roma "La Sapienza" e "Roma Tre". Si occupa di divulgazione delle scienze geologiche, naturali e ambientali in radio e tv: basti ricordare Geo & Geo e il settimanale King-Kong di RaiTre. Dal 2000 conduce il settimanale GAIA (prima serata di RaiTre) di cui è anche autore.