Il genitore perfetto

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Il genitore perfetto

La biologia degli affetti

Giovedì 12 Dicembre 17.45 - Teatro Colosseo

Nuove ricerche in biologia e medicina dimostrano che il rapporto tra genitori e figli è fondamentale per uno sviluppo armonico dell'emotività e, più in generale, del cervello, fin dalle prime ore di vita del neonato. Negli ultimi decenni è accresciuta la consapevolezza che il neonato e il bambino possiedono una elevata capacità di entrare in rapporto con ciò che li circonda, e perciò sono in grado di subire profondamente influenze esterne, sia positive sia negative. Le ricerche di base hanno evidenziato le possibili ripercussioni negative di eventi avversi precoci sul funzionamento del cervello adulto. Ad esempio la mancanza di stimoli adeguati durante le fasi infantili può portare gli animali a manifestare risposte esagerate in situazioni di stress lieve, oppure a prestazioni modeste in test di apprendimento. Questo ha avuto come conseguenza l'adeguamento delle strutture di terapia intensiva neonatale per favorire il contatto precoce con la madre. Le ricerche sembrerebbero confermare i dati epidemiologici che mostrano come la mancanza di interazione efficace tra genitori e figli, fino al caso estremo dell'abuso, predisponga al consumo di droghe e allo sviluppo di sindromi depressive e/o disordini della personalità.


Francesca Cirulli

Francesca Cirulli

Istituto Superiore di Sanità

Laureata in Scienze biologiche presso l'Università La Sapienza di Roma nel 1988 e vincitrice di una borsa di studio del Ministero degli Esteri, ha conseguito un Master in Biologia e il Dottorato in Neuroscienze presso l'Università di Stanford (California, USA). In collaborazione con S. Levine ha avviato una serie di ricerche sull'influenza di eventi precoci sullo sviluppo del sistema nervoso centrale, con particolare riguardo al ruolo delle neurotrofine. È attualmente ricercatrice presso il Laboratorio di Fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità dove, in collaborazione con Enrico Alleva e Luigi Aloe, si occupa dello sviluppo di modelli animali per lo studio della plasticità cerebrale.