Il 13° mistero: l’effetto placebo

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Il 13° mistero: l’effetto placebo

Come parole e rituali cambiano la chimica del cervello

Giovedì 26 Febbraio 17.45 - Teatro Colosseo

Com’è possibile che una zolletta di zucchero o il credere nelle proprietà benefiche di una sorgente d’acqua possano avere effetti terapeutici? Fino a pochi anni fa si diceva che ciò era dovuto ad un “effetto placebo” (in latino placebo significa “piacerò”, futuro del verbo piacere), senza in realtà comprendere esattamente in che cosa consistesse. Negli ultimi anni si è cominciato a studiare il cervello dei pazienti che migliorano in seguito all’assunzione di un placebo, cioè di una sostanza senza effetti terapeutici, che però il paziente crede sia un potente farmaco. La cosa sorprendente che è emersa consiste nel fatto che credere in una terapia e l’aspettarsi da essa un beneficio, attiva gli stessi meccanismi biochimici messi in azione dai farmaci che assumiamo quotidianamente. La rivista britannica “New Scientist” (n° 2670 del 20 agosto 2008) annovera l’effetto placebo fra i più importanti 13 “misteri” della scienza moderna, insieme con quelli dell’astrofisica, della cosmologia, della coscienza e del libero arbitrio.


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Fabrizio Benedetti

Fabrizio Benedetti

Istituto Nazionale di Neuroscienze – Università di Torino

È professore di Fisiologia all’Università di Torino e all’Istituto Nazionale di Neuroscienze. È membro dell’Advisory Board del Placebo Project al National Institute of Health a Bethesda (USA) e alla Harvard University, Cambridge (USA). Inoltre è responsabile del progetto multicentrico VW-Stiftung ad Hannover (Germania) rivolto a chiarire le risposte placebo nelle diverse patologie e terapie. Ha identificato il ruolo di due molecole, l’endorfina e la colecistokinina, nell’effetto placebo e ne ha descritto i meccanismi di base nel dolore, nelle patologie neurodegenerative e nella secrezione ormonale. Questi risultati hanno cambiato il modo con cui vengono condotte le sperimentazioni cliniche per stabilire l’efficacia di nuove terapie. Ha ricevuto premi nell’ambito delle Neuroscienze, fra cui il Silbert International Award a Los Angeles e il Premio Novartis della Società Italiana di Neuroscienze. È autore del libro Placebo Effects (Oxford University Press, 2008) e del libro divulgativo La Realtà Incantata (Zelig, 2000).