Creativi si nasce o si dventa?

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Creativi si nasce o si dventa?

I segreti di invenzioni, scoperte, opere d’arte

Giovedì 21 Gennaio 17.45 - Teatro Colosseo

Si può imparare ad essere creativi o si può almeno migliorare la capacità di avere idee nuove ed originali? Per rispondere a questa domanda bisogna chiarirsi le idee su che cosa è la creatività e se sia possibile apprenderla. Dai primi studi negli anni Venti del secolo scorso dello psicologo gestaltista Kohler, la creatività, nella vita quotidiana e nel lavoro di singoli scienziati, appare come qualcosa d’improvviso, uno sprazzo repentino di cui non è nota l’origine. Il leggendario ”Eureka!” (“Ho trovato!”) di Archimede testimonia questo stato di cose mentale. Studi successivi hanno mostrato che la creatività può venire educata, anche se non è possibile insegnare la capacità di per sé ad essere creativi; piuttosto è possibile insegnare la capacità di essere creativi in uno specifico dominio di problemi. Se si passa dalla nozione della creatività individuale a quella dell’innovazione, che in genere è l’esito di un’opera collettiva, le cose cambiano. Alcune organizzazioni, di cui conosciamo le caratteristiche, sono più innovative di altre. Possiamo quindi studiare come realizzare le stesse caratteristiche in organizzazioni che non le hanno ancora acquisite.

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Paolo Legrenzi

Paolo Legrenzi

Università di Venezia

Dopo la laurea, dal 1968 al 1972 Paolo Legrenzi studia a Londra presso l’University College la psicologia del pensiero sotto la supervisione dei Prof. Peter Wason e Philip Johnson-Laird. Dal 1972 è ordinario di Psicologia all'Università di Trieste dove dirige l’Istituto di Psicologia. Insegna Psicologia presso l'Università di Ginevra, l'University College e l’Università di Princeton. Nel 1993 passa all’Università Statale di Milano e, dal 2001, è a Venezia, dove dirige dal 2002 la Scuola di Dottorato d’Eccellenza attribuita dal Ministero alle due università veneziane. Presiede il Comitato scientifico “Motori di informazione” dell’ABI. Ha scritto numerosi lavori sulle riviste internazionali (cfr. Google Scholar), dodici saggi e manuali, alcuni tradotti in più lingue (cfr. Google books).