I drogati del gioco d'azzardo

Torna all'edizione 24

I drogati del gioco d'azzardo

Illusioni della mente e realtà della matematica

Giovedì 28 Gennaio 17.45 - Teatro Colosseo

Ogni giorno, ad ogni ora, milioni di italiani si sottopongono volontariamente (e spesso allegramente) ad una tassa del tutto particolare; investono piccole o grandi somme di denaro in uno dei numerosi giochi d’azzardo che lo Stato – attraverso un esercito di concessionarie – propone. È tutto un grattare, muover leve, sceglier pacchi, dare i numeri… La somma totale è impressionante e in costante crescita; nel 2009 in Italia si sono spesi oltre 50 miliardi di € (100.000 miliardi delle vecchie lire) ufficiali (oltre a quelli, di ammontare ignoto, nei giochi illegali) e solo poco più di un terzo è stato restituito a una ristrettissima platea sotto forma di vincita. La spiegazione di questo incredibile successo non sta nella probabilità di diventare ricchi; per uno che lo diventa (e non è detto che sia una fortuna) c’è almeno un milione di persone che diventano più povere. Moltissime perdono un po’, parecchie abbastanza e alcune perdono moltissimo o tutto. E queste ultime sono sicuramente più numerose di quelle che vincono. La spiegazione sta nel fatto che il gioco d’azzardo nel nostro cervello funziona esattamente come una droga, come l’alcol o la nicotina; “sequestra” i circuiti cerebrali preposti al piacere e determina una fortissima dipendenza psicologica. Purtroppo c’è ancora scarsa consapevolezza dell’impatto sociale e sanitario del fenomeno. Anche chi ci governa si preoccupa solo di incassare e di sottrarre all’illegalità quote crescenti di mercato; ciò è giusto, ma assolutamente non esercitando la pressione al gioco cui siamo tutti sottoposti in ogni momento, in ogni luogo, compresi quelli virtuali.


Video della conferenza


Paolo Jarre

Paolo Jarre

Dip. “Patologia delle dipendenze” ASL - To3 Piemonte

Laureato in Medicina, dal 1989 al 1995 e dal 2006 al 2007 è stato consulente per le tossicodipendenze della Regione Piemonte. Dal febbraio 2008 è responsabile scientifico del Progetto nazionale unificato “Il gioco è una cosa seria” derivante dalla convergenza di progetti delle Regioni Piemonte e Liguria sul gioco d’Azzardo patologico. Da dieci anni il gioco d’azzardo patologico è uno dei suoi principali settori di ricerca e di attività professionale; da alcuni anni, accanto alla consueta attività ambulatoriale, ha aggiunto, in quest’area di lavoro, due originali interventi di trattamento residenziale unici in Italia; un percorso residenziale breve e un modulo di Comunità terapeutica, insieme con tossicodipendenti e alcolisti.