La scienza che guarisce

Torna all'edizione 26

La scienza che guarisce

Una vita lunga 120 anni: è la promessa della medicina preventiva

Giovedì 23 Febbraio 17.45 - Teatro Colosseo

Nell'ambito del progetto SCUOLAV della Camera di commercio di Torino

Luc Montagnier è noto soprattutto per la sua scoperta di un secondo ceppo del virus HIV dell’Aids e per questo lavoro nel 2008 ha ricevuto il Nobel per la Medicina. Da parecchi anni il suo campo di ricerca si è esteso a un altro tema: il prolungamento della vita umana e il miglioramento della sua qualità: non ha senso, infatti prolungare un’esistenza resa infelice da malattie e decadimento fisico-psichico. Su base biologica, sembra che potenzialmente il limite di una vita sana sia per la specie umana intorno ai 120 anni: come raggiungere questo traguardo? In parte è una questione di patrimonio genetico, e su questo possiamo fare poco. In parte però la longevità dipende da una sana alimentazione opportunamente integrata e dall’attività fisica, adeguata all’età. Fu con una “ricetta” di questo tipo che lo scienziato francese cercò di migliorare la qualità della vita di Giovanni Paolo II soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita, quando era afflitto dal Morbo di Parkinson. Sarà quindi molto interessante apprendere dalla viva voce di Montagnier a che punto sono arrivate queste sue ricerche, che alcuni settori della comunità medica ritengono piuttosto controverse.

Video della conferenza


Luc Montagnier

Luc Montagnier

Nobel per la Medicina 2008

Laureato in Scienze e poi in Medicina (oncologia), cominciò ad occuparsi di virologia, fino ad assumere, nel 1972, alla direzione dell'Unità Oncologica Virale dell'Istituto Pasteur di Parigi. Nel 1983 un’équipe da lui guidata scoprì il virus responsabile dell’AIDS, a cui fu dato il nome di LAV (virus associato a linfadenopatia). L'anno successivo un gruppo di americano guidato da Robert Gallo, all'Istituto Nazionale del Cancro (NCI, National Cancer Institute) di Bethesda, confermò la scoperta del virus, ma ne modificò il nome in virus T-linfotropico umano di tipo III (HTLV-III). Ne derivò una disputa che l’assegnazione del Nobel ha risolto a favore di Montagnier, anche perché nel 1986 Montagnier riuscì a isolare un secondo ceppo del virus HIV, chiamato HIV2 e maggiormente diffuso in Africa.
Gli ultimi studi di Montagnier evidenziano l’importanza di un sistema immunitario efficiente per evitare di contrarre virus, HIV incluso, e di quanto sia invece fragile il sistema immunitario delle popolazioni che seguono un'alimentazione scorretta.