Così parlano i muscoli

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Così parlano i muscoli

Piccole correnti elettriche svelano il segreto di ogni nostro movimento, dalla vita quotidiana alle gare sportive

Lunedì 15 Giugno 00.00 - Teatro Colosseo

Ci permettono di camminare, muoverci, lavorare. Stiamo parlando dei muscoli. Ma come funzionano? E come funziona il controllo da parte del cervello delle loro contrazioni?
Alzare un braccio, piegare un dito, o anche semplicemente stare fermi in piedi, sembrano cose da nulla. Non è così.. Stare in piedi significa fare inconsapevolmente continui piccoli aggiustamenti dell’equilibrio reagendo ai dati che migliaia di sensori nei muscoli, nei tendini e nell’apparato vestibolare forniscono al cervello circa il nostro orientamento nello spazio (alto, basso o accelerazioni in qualche direzione). È un’attività che consuma parecchia energia, e infatti stare in piedi stanca. In generale, che si corra o si stia fermi, qualsiasi attività richiede movimenti più o meno vistosi, e possiamo compierli perché minuscole correnti elettriche sono prodotte da nervi e muscoli. Spesso di tratta di movimenti estremamente raffinati che richiedono un altissimo livello di precisione: pensate quali contrazioni complesse dobbiamo imprimere alla lingua per articolare una parola, o alle agili mani di un pianista.
I ricercatori del LISiN – Laboratorio di ingegneria del sistema neuromuscolare del Politecnico di Torino – hanno messo a punto tecniche raffinate per comprendere gli aspetti elettro-meccanici del movimento e misurare in modo non invasivo le correnti elettriche associate alla contrazione dei muscoli. Le applicazioni sono le più diverse: dal miglioramento delle prestazioni sportive alla riduzione dello stress dei lavoratori. A GiovedìScienza vedremo come con le correnti muscolari sia persino possibile pilotare delle automobiline elettriche.

Video della conferenza


Alberto Botter

Politecnico di Torino

Nato a Biella nel 1980, si è laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino nel 2005, con una tesi sperimentale dal titolo: "Analisi tempo-frequenza dell’emodinamica cerebrale e dell’autoregolazione". Dove ha anche conseguito il Dottorato in Ingegneria Biomedica nel 2011. Dal marzo 2006 è impegnato al LISiN e si occupa di analisi di segnali biomedici e ricerca di base e applicata.

Corrado Cescon

Politecnico di Torino

Nato a Ivrea nel 1975, laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino nel 2000 con una tesi sperimentale svolta all’LISiN. Nel 2005 ha terminato il dottorato di ricerca in Ingegneria Biomedica.

Alessio Gallina

Università degli Studi di Torino

Ha iniziato la sua attività al LISiN nel 2010. È socio fondatore della Società Italiana di Fisioterapia (S.I.F.) e socio dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI).
Sta svolgendo un master all’Università di Pisa sulle scienze e le tecnologie della riabilitazione.

Marco Gazzoni

Politecnico di Torino

Nato a Torino nel 1972, nel ‘98 si è laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino con una tesi sull’Identificazione e classificazione di potenziali muscolari. È al LISiN dal 1997. Nel 2005 ha conseguito il Dottorato di ricerca in Ingegneria Biomedica (Politecnico di Torino).

Roberto Merletti

Roberto Merletti

Politecnico di Torino

Si è laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1968. Nel 1970 e 1972 ha conseguito il Master of Science e il Dottorato di ricerca in Electrical Engineering con specializzazione in Biomedical Engineering all’ Ohio State University, Columbus, Ohio (U.S.A.).
Ha lavorato alla Sorin Biomedica, dal 1980 al 1981 è stato consulente dell’MIT e ha svolto un periodo di ricerca presso il Neuro Muscular Research Lab del Children's Hospital Medical Center di Boston. Docente di bioingegneria alla Boston University dal 1989 al 1994. Al Politecnico di Torino svolge attività di ricerca nel settore neuromuscolare dal 1980 ed è Professore ordinario al Dipartimento di elettronica. Nel 1997 ha fondato il LISiN, che tuttora dirige. Fra le sue pubblicazioni nel settore dell'ingegneria del sistema neuromuscolare spiccano trattati adottati a livello internazionale, quattro capitoli di testi internazionali, più di 160 pubblicazioni su riviste internazionali e nazionali