La pelle coltivata

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La pelle coltivata

Martedì 22 Novembre 17.45 - Teatro Colosseo


Nelle ustioni gravi in cui la pelle va distrutta, la reintegrazione della superficie cutanea diventa di capitale importanza. Il materiale ideale per la sostituzione della pelle bruciata è rappresentato dagli innesti di cute prelevati dalla stessa persona. Tuttavia questo non è sempre possibile. Negli ultimi anni si è perfezionata la tecnica delle culture epiteliali (della pelle) con le quali si ottiene un aumento così notevole da poter far sviluppare da un lembo di pochi centimetri quadrati una estensione corrispondente a un 1,8/2 metri quadrati. Questa tecnica ha contribuito, e contribuisce, per esempio, a curare i superstiti del tragico rogo del capodanno del 1988 a Brandizzo. 

Simone Teich Alasia

Primario Em. di Chirurgia Plastica e Grandi Ustionati del Centro Traumatologico di Torino e Ranieri Cancedda, dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro