L’attimo fuggente: la nascita dell’universo

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L’attimo fuggente: la nascita dell’universo

Giovedì 21 Febbraio 17.45 - Teatro Colosseo

Cercare di capire l’universo in cui viviamo, ricostruirne la storia e prevederne l’evoluzione futura è forse una delle prime domande che l’uomo si è posto fin dagli albori della civiltà: Tuttavia dare una risposta a questa domanda non è facile, anzi la cosmologia è un problema molto complesso, che richiede l’uso di metodologie diverse, tipiche dei diversi rami della fisica. E’ naturale che si debba far ricorso in primo luogo, ai metodi astrofisici e astronomici, ma questi non sono sufficienti per poter interpretare tutti i diversi fenomeni che si sono verificati nel corso dell’universo. E’ invece necessario ricorrere, di volta in volta, ai metodi tipici della fisica atomica, della fisica nucleare, della fisica delle particelle elementari, insieme a considerazioni di relatività generale e di meccanica quantistica. In altre parole, lo studio dell’universo nel suo complesso richiede di utilizzare i risultati ottenuti dalla fisica moderna nei suoi vari campi di studio. In seguito a questi risultati, le nostre conoscenze cosmologiche attuali sono molto migliorate rispetto a quelle di alcuni anni fa, ma rimangono incomplete. E’ infatti possibile studiare fenomeni e processi che avvenivano in modo naturale in tempi molto lontani, ma ancora non sappiamo come l’universo abbia avuto origine (se origine ha avuto), né e il nostro universo sia unico oppure altri universi possano esistere. Il Big Bang è molto più noto, ma l’attimo iniziale resta ancora sfuggente.

Piero Galeotti

Piero Galeotti

Università di Torino

Nato a Torino nel 1942, si laurea in fisica nel 1965. Docente presso l’Università di Torino, è titolare dei corsi di fisica, astrofisica e fisica sperimentale e collabora con l’INFN e il CNR. La sua attività scientifica è svolta nel campo dell’astrofisica delle particelle e si focalizza in particolare sullo studio della radiazione cosmica. Da diversi anni svolge ricerche di astrofisica neutrinica (prima nel laboratorio del Monte Bianco e ora in quello del Gran Sasso) per studiare l’evoluzione finale di stelle di grande massa che esplodono come supernove. È autore di alcuni libri e di numerose pubblicazioni scientifiche, la maggior parte delle quali su riviste internazionali o in atti di congressi internazionali. Si occupa dell’aggiornamento di insegnanti e studenti di scuole primarie o superiori partecipando ai programmi di orientamento e di divulgazione scientifica.