19/01/2023 alle ore 17:45

L’UNIVERSO CHE VEDREMO

Siamo di fronte a una rivoluzione dell’astronomia e dell’astrofisica?


In presenza e in diretta streaming

Sala Cubo – OFF TOPIC
Via Giorgio Pallavicino 35, Torino
Ingresso libero fino a esaurimento posti


Modera Edwige Pezzulli

La storia dell’astronomia è una storia di orizzonti che arretrano. Parola di Edwin Hubble, il primo a dimostrare negli anni ‘20 del Novecento che esistono altre galassie oltre alla nostra e ad allargare improvvisamente il limite spaziale dell’universo, mettendo in crisi le certezze scientifiche dell’epoca. Grazie a strumenti sempre più sofisticati e a nuovi modi di guardare il cosmo, negli anni gli orizzonti si sono allontanati diverse volte e in diverse direzioni. Oggi un nuovo telescopio promette un salto ulteriore: il James Webb Space Telescope (JWST), in orbita intorno al Sole a 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, cercherà di fare luce sull’origine delle prime galassie, sulla struttura dell’universo, sulla nascita di stelle e pianeti e sulle condizioni per la vita su questi ultimi.

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Amedeo Balbi

Astrofisico, è professore associato all’Università di Roma Tor Vergata. I suoi studi spaziano dalla cosmologia all'astrobiologia. Autore di oltre cento pubblicazioni scientifiche, con le sue ricerche ha contribuito, tra l’altro, alla determinazione della geometria dell’universo. Nel 2015 ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica con il libro Cercatori di meraviglia (Rizzoli) e nel 2021 il Premio Asimov con L’ultimo orizzonte (UTET). Il suo libro più recente è Su un altro pianeta (Rizzoli).


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Tullia Sbarrato

Astrofisica e ricercatrice presso l’Osservatorio Astronomico di Brera, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Si occupa di buchi neri supermassicci: grazie alle osservazioni dei grandi telescopi NASA e ESA studia come crescono e influenzano la materia che li circonda, ma soprattutto come evolvono nell’universo primordiale. È membro del team scientifico di Swift, telescopio spaziale NASA che osserva il cielo ai raggi X in cerca di lampi gamma che segnalano la nascita di nuovi, giovanissimi buchi neri e stelle di neutroni.