Il cervello in crescita

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Il cervello in crescita

La mente straordinaria (e vulnerabile) dei nostri bambini

Giovedì 12 Marzo 17:45 - Polo del '900

Ingresso libero sino a esaurimento posti.

La conferenza si svolge in presenza e sarà disponibile online sul canale YouTube di GiovedìScienza a partire dalle ore 17:45 di venerdì 13 marzo 2026.


In collaborazione con Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino e Neuroscienze Institute Cavalieri Ottolenghi - NICO


Il cervello dei bambini è una straordinaria macchina in costruzione: aperta, curiosa, capace di imparare con grande rapidità. Ma proprio questa plasticità rende la mente infantile anche molto vulnerabile. Durante i cosiddetti “periodi critici” dello sviluppo, l’ambiente lascia tracce profonde nei circuiti cerebrali, modellando non solo le capacità cognitive e motorie, ma anche la regolazione delle emozioni e la costruzione delle relazioni sociali. Oggi, per la prima volta nella storia, questi circuiti crescono immersi in un mondo digitale, e le neuroscienze ci stanno aiutando a capire come tali esperienze precoci influenzino l’attenzione, il sonno, la memoria e l’empatia.
In questo incontro esploreremo le potenzialità e le fragilità del cervello in sviluppo, le conseguenze dell’uso precoce delle tecnologie, ma anche le nuove frontiere terapeutiche per le malattie del neurosviluppo e l’importanza dell’inclusione come fattore di crescita per tutti. Perché comprendere come il cervello dei bambini impara significa anche imparare, come adulti, a proteggerlo e a nutrirlo nel modo migliore.

Michela Fagiolini

Michela Fagiolini

Istituto di Neuroscienze CNR, Harvard Medical School e Boston Children’s Hospital

Neuroscienziata di formazione internazionale, Michela Fagiolini dirige l’Istituto di Neuroscienze del CNR e insegna alla Harvard Medical School e al Boston Children’s Hospital. La sua ricerca esplora come il cervello dei bambini apprende e si adatta durante i “periodi critici” dello sviluppo, e i meccanismi alla base delle malattie del neurosviluppo e possibili strategie terapeutiche. È da anni impegnata in progetti di inclusione per bambini e ragazzi con neurodisabilità, come Adaptive Swim (creato nel 2015 con studenti di Harvard) e Swim & Swing in Sardegna, e sostiene iniziative su neurodiversità e lavoro per valorizzare le capacità di ogni persona.