Universo reale e universo virtuale

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Piero Bianucci

Giornalista e scrittore



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Attilio Ferrari

Presidente Infini.to Planetario di Torino



La nostra mente non è fatta per numeri, lettere, equazioni. Noi ci siamo evoluti nel cosmo imparando e ricordando per immagini. Grazie ai codici di visualizzazione che ricostruiscono i dati provenienti da esperimenti del CERN, o da missioni spaziali come HST o GAIA, possiamo “vedere” la struttura e la dinamica degli atomi, delle particelle elementari, delle galassie, delle sorgenti X e gamma. La scienza usa immagini virtuali per rappresentare la struttura del mondo fisico permettendoci di scrutare oltre il nostro occhio, ed è virtuale il cielo che gli astrofisici oggi simulano nei supercomputer per capire meglio l'evoluzione del cosmo, ma è virtuale pure l'universo che vediamo nei planetari. 

C’è però un aspetto “reale” del cielo che di solito viene ignorato: ogni raggio di luce che arriva dalla volta stellata è un “treno” di fotoni che fisicamente congiunge la retina del nostro occhio alla fotosfera della stella. Le stelle ci toccano, e fanno il solletico al nostro cervello. Il viaggio dei fotoni dalla retina al cervello alimenta la nostra immagine dell’universo che è insieme reale e virtuale. 

Piero Bianucci

Piero Bianucci è autore di una trentina di libri di divulgazione scientifica e alcuni di narrativa e saggistica. Gli ultimi sono "Storia sentimentale dell'astronomia" (Longanesi) e "Vedere, guardare" (UTET). Editorialista de "La Stampa", insegna in un Master di Comunicazione all'Università di Padova e cura il mensile "le Stelle" fondato da Margherita Hack. Si chiama Bianucci il pianetino 4821 in orbita tra Marte e Giove.

Attilio Ferrari

Attilio Ferrari, astrofisico, svolge ricerche sulla fisica delle stelle e delle galassie, sui fenomeni cosmici di alta energia e sulla cosmologia in Italia e all’Università di Princeton, al MIT di Boston, Max Planck Institute di Monaco, University of Chicago e Harvard Smithsonian Centre for Astrophysics. È socio nazionale dell’Accademia delle Scienze di Torino e presidente del Consorzio Interuniversitario per la Fisica Spaziale (CIFS). Ha ottenuto nel 2012 il Rossi Prize dell’American Astronomical Society per la scoperta dei brillamenti gamma della nebulosa del Granchio. Fa parte del Comitato Bilaterale Italia-Russia del progetto IGNITOR. Svolge attività di divulgazione scientifica come Presidente del Parco Astronomico Infini.to.