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L'agricoltura non si fa solo nei campi

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Michele Morgante

Università di Udine



Da decenni il dibattito sulle modificazioni genetiche nelle piante vede contrapporsi le ragioni di chi vuole fare uso dei progressi della ricerca biologica per rendere più rapido ed efficiente il processo di miglioramento genetico - e sviluppare nuove varietà che possano conciliare aumento delle produzioni agricole e diminuzione dell'impatto ambientale - e di chi invece ritiene che non si debba ricorrere a queste innovazioni in nome di una difesa delle produzioni locali, dei diritti dei piccoli produttori agricoli e della tutela dell’ambiente. Ora il dibattito, pur riguardando nuove tecnologie, come il genome editing, che possono produrre mutazioni identiche a quelle che generate spontaneamente in natura, sembra restare fermo sulle vecchie posizioni. Ma ci si domanda quale sia il senso di rifiutare i progressi della genetica in agricoltura se il prezzo da pagare è quello di non rendere le nostre produzioni agricole sempre migliori sia dal punto di vista della qualità sia della sostenibilità ambientale ed economica.

Michele Morgante

Michele Morgante è professore ordinario di genetica all’Università di Udine e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata. E’ stato Presidente della Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA) ed è membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei e di numerose altre Accademie scientifiche. Nel 2005 ha ricevuto la Medaglia per le Scienze Fisiche e Naturali dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Nel 2011 è risultato vincitore di un prestigioso finanziamento dello European Research Council per l’analisi dei pan genomi delle piante.